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MOTU PROPRIO «Quum pro paterna»
DI SUA SANTITÀ PIO VII

Venerdì, 08 agosto 1823

 

            A memoria per il futuro: Avendo i romani pontefici, per il paterno amore verso uomini di qualunque cultura e condizione sociale grande premura, rivolgono anche particolare attenzione al bene dei giovani e degli adolescenti, che avendo dato inizio alla vita ecclesiastica, o devono esservi avviati, crescono per le più belle speranze della Chiesa. Poiché infatti da loro si devono scegliere i sacerdoti, cioè coloro che annunziano la parola di Dio e i pastori delle anime nella ricchezza di tutto il popolo cristiano, i romani pontefici non possono non preoccuparsi per una giusta direzione di quegli adolescenti e giovani della loro buona formazione ed educazione. E senza dubbio il collegio capranicense che Domenico Capranica cardinale S.R.C. istituì nel secolo XV, mosso dall’amore per la fede perché in esso siano educati circa 31 alunni che dimostrino una buona indole e una inclinazione ad abbracciare la vita ecclesiastica, già sin dall’anno 1806, attrasse su di sé la nostra attenzione. Aveva stabilito il Cardinale Domenico Capranica e la sua direzione, come dice l’introduzione, fosse nelle mani dei signori Conservatori dell’alma città di Roma e dei capi dei quartieri e anche dei responsabili dell’ospedale del Salvatore in Roma
pro tempore. Essendo però semestrale la durata del potere della magistratura cittadina, trascorso il semestre, coloro che l’hanno avuto sono costretti a lasciare il loro compito e affidarlo e prendersene il peso ad altri; in questa così rapida successione accadeva che nessuno di loro potesse conseguire una profonda conoscenza dei problemi del collegio e le disposizioni prese per il suo bene venissero spesso mutate e sconvolte; raramente venivano portate a buon fine. E così l’autorità della nostra alma città conservava soltanto l’ombra e l’apparenza di un potere effettivo sul collegio; in realtà esso era sottoposto ai responsabili dell’ospedale lateranense, che prende il nome dall’immagine di Cristo Salvatore. Trovandosi in realtà la situazione economica sotto la loro direzione in condizioni meno sicure, è accaduto che la cura di una buona istituzione a poco a poco è venuta meno in quella casa come il rigore della disciplina. Il sacerdote poi che chiamano rettore del collegio aveva bisogno di un più valido aiuto per mantenere gli alunni nella fedeltà ai loro doveri e a riportare la situazione al sano vigore di un tempo. Noi, informati di questi inconvenienti e della disciplina ivi rilassata, e adoperandoci perché il male non metta radici più profonde, affidammo come particolare protettore perpetuo Francesco Maria nominato Cardinale di S.R.C. Pignatelli allora in vita, che avevamo scelto come visitatore dell’ospedale lateranense, mediante un rescritto emesso l’anno 1806, dal quale ci si è resi conto che per le vicende della Chiesa di Roma che ne sono seguite che la sana disciplina sia morta del tutto e si sia fatta una grande fatica nel vano tentativo di riacquistarla. Dopo la morte del cardinale Francesco Maria gli abbiamo dato, per il bene e l’amministrazione del collegio come successore, il venerabile fratello nostro vescovo di Porto e Santa Rufina, cardinale di Santa romana Chiesa Pacca, alla cui saggezza e fedeltà non c’è nulla di così difficile e faticoso da ritenere che non gli si possa affidare e raccomandare. Poiché però desideriamo che questo ordine si conservi per sempre e riteniamo che sia di gran lunga più opportuno che la gioventù ecclesiastica sia guidata da un cardinale di Santa Romana Chiesa piuttosto che da uomini per nulla affatto consacrati, derogando alle costituzioni del collegio capranicense e alla volontà del cardinale fondatore, con l’autorità apostolica abbiamo deciso e sostenuto che la direzione del collegio e che la piena giurisdizione su di esso sia sempre nella persona di un cardinale di Santa Romana Chiesa da preporsi a codesta direzione e giurisdizione dai romani pontefici. Inoltre con la stessa autorità apostolica annulliamo l’autorità e la giurisdizione di chiunque altro sul collegio capranicense, sia ad amministrare le rendite, sia a promuovere nell’animo degli alunni l’amore alla pietà e alla cultura, estinguiamo e ordiniamo che sia considerata estinta per sempre e che sia considerata, annullata, abolita e rifiutata da tutti perché sia integralmente libera da qualsiasi vincolo nella persona del cardinale protettore del collegio. Vogliamo poi che tutte queste disposizioni abbiano vigore e validità che hanno quelle disposizioni che siano state stabilite e disposte, come si dice, motu proprio e da sicura e certa conoscenza nonostante qualsiasi disposizione contraria.

Dato in Roma presso S. Maria Maggiore sotto l’anello del Pescatore,
il giorno 8 di agosto 1823, anno vigesimoquarto del nostro pontificato.

                                                           H. Card. Consalvi

Benedetto XVI

Giovanni Paolo II

Paolo VI
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Pio XI
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Pio X
Pio IX
Pio VII
08 AGOSTO 1823
1806
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Clemente VIII
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Pio V
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Paolo III
Sisto IV
 

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