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DISCORSO CXXX DI SUA SANTITA' PIO XI
ALLA COMUNITÀ DELL’ALMO COLLEGIO CAPRANICA

Il 24 gennaio 1925, Pio XI riceveva in udienza nella Sala del Concistoro
gli alunni ed antichi alunni dell'Almo Collegio Capranica, in occasione del
Congresso tenuto in quei giorni da questi ultimi in Roma, nella sede del Collegio.


Il Santo Padre ricordò con parole sommamente benevoli il Collegio Capranica, illustre Collegio, padre dei Collegi romani, forma conservatasi attraverso i secoli inalterata. La considerazione di questo Istituto cresce nella stima, nel cuore, nel pensiero, anche per l'ottimo consiglio che si è testé effettuato di raccogliere un'adunata di ex allievi capranicensi. Fu un ottimo pensiero, perchè non è mai senza grande vantaggio che si ritorna alle sorgenti. E' sempre bene rivolgersi addietro e riflettere sul cammino percorso negli anni giovanili, per attingervi nuovi tesori di vita spirituale, per osservare il presente e preparare l'avvenire. Sono stati giorni di convegno, di ritrovo, di conferenze e di discussioni, di preparazione per il futuro. Il Santo Padre se ne compiace ed ha osservato con soddisfazione, che si esprime in congratulazioni, il resoconto tradursi in dati statistici gloriosi, che dimostrano l'operosità degli antichi alunni capranicensi nelle differenti mansioni e ministeri nella Chiesa, dai più umili, ma non meno preziosi, fino ai diversi, ai più alti gradi della gerarchia. Tutto dice come ricco sia questo fonte e come ciascuno se ne abbeveri e vi si disseti con larghezza, quando ivi lo chiami una speciale predilezione di Dio.
Il Santo Padre, dopo essersi compiaciuto in particolare che anche presso al Suo trono, tra i suoi Camerieri segreti partecipanti, il Collegio Capranica, sia così largamente rappresentato, ricordò a grandi tratti e con quella larga cultura che Gli è propria alcuni dati storici relativi al Collegio stesso. Disse Sua Santità che questa storia è gloriosa, anche solo a considerarla nella severa, asciutta, verace scienza dei numeri. Fondato poco dopo la metà del '400, il Collegio Capranica attraversò questi secoli con grande frutto di bene per la Chiesa, con piena promessa per il futuro.
Nessuna norma migliore per la sua vita che quella che gli diede  il fondatore Cardinale Domenico Capranica, meravigliosa figura, rispondente perfettamente alla magnifica epoca che fu detta la sorgente di tutti gli altri prodotti culturali, specialmente italiani, che dovevano preparare le nuove età. Meravigliosa figura di ecclesiastico, uomo di Stato, di uomo d'armi e condottiero (anche questo, giacché ogni tempo ha le sue necessità, i suoi beni e i suoi mali) governatore di paesi e di popoli. Uomo di libri e di molto studio, uomo di meditazione, di orazione e zelantissimo del ministero ecclesiastico; Egli stesso tracciò le regole del Collegio e diede a questo istituto un carattere particolare che deve essere gelosamente conservato. Un buon capranicense deve essere uomo di libri e di studio. Anche in mezzo al più attivo ministero ecclesiastico, un buon capranicense non deve dimenticare questo particolare carattere che deriva dallo stesso istituto nel quale fu educato. Quando si pensa che il Cardinale Capranica verso la metà del 1400 raccoglieva una biblioteca ricca di 2000 manoscritti e preziosa tanto da gareggiare con quella stessa del Pontefice, quando si pensa che fu egli stesso fecondo ed efficacissimo, un tale carattere dell'opera sua si afferma in tutta la sua importanza. Il Santo Padre, dichiarando di fare appello ai suoi ricordi di bibliotecario, enumerò qualche manifestazione dell'attività letteraria del grande Cardinale, i suoi numerosi volumi, gli atti del Concilio di Basilea, i trattati di cose diplomatiche, di diritto pubblico e privato, civile e militare, ma soprattutto ricordò i due scritti di vita spirituale De contemptu mundi e De arte moriendi.
Di quest'ultimo Sua Santità parlò con particolare insistenza, chiamandolo addirittura una rivelazione che dimostra come il grande Cardinale, pur nelle numerose sue occupazioni e pubblici uffici, procedesse con lo spirito rivolto sempre all'interno per prendere da questa norma nella contemplazione dei Novissimi, per la sua molteplice azione esterna. Da questa osservazione il Santo Padre trasse la conseguenza che, in armonia con la persona e con l'opera del Fondatore, lo spirito del Collegio Capranica deve essere spirito di studiosità e di interiorità. Questo duplice spirito condurrà coloro che in esso sono educati all'altare, per una via degna di così bella tradizione e preparerà alla Chiesa di Dio quei frutti benefici, che ebbero in mira coloro che in questi giorni si raccolsero in sì opportuno convegno.

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24 GENNAIO 1925
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