home page     
 


SANTA MESSA E DISCORSO DI GIOVANNI XXIII
ALLA COMUNITÀ DELL’ALMO COLLEGIO CAPRANICA

Domenica, 18 gennaio 1959
 

 Dall'agenda-diario del papa* 

18 gennaio, domenica

Alla Paolina. S. Messa per il Collegio Capranica. Dopo la celebrazione mie parole agli alunni: ricordo riconoscente di mgr. Morlani <e> della ordinazione in S. Maria in <Monte> Santo1, 2) ammonimento prezioso – S. Pietro e S. Paolo, 3) incoraggiam. A pregare e lavorare per la Unione e per la pace: tutto bene.

Alle 10.30 grande ricevimento alla Pontificia Università Gregoriana. Successo perfetto: 22 cardinali: indirizzo Pizzardo: mio discorso sui tre termini del titolo: tutto in latino. Pontificia Università Gregoriana. Fui contento di dare il buon esempio di adesione agli ordinamenti della Congr. dei Seminari circa il latino nei Seminari.

 ___________________

1 Il papa fa riferimento alle occorrenze capranicensi che avevano accompagnato la sua vita. Don Giovanni Morlani, suo antico benefattore, proveniva dal Capranica. L’ordinazione sacerdotale del 1904 era avvenuta in «un ambiente tutto capranicense» (cfr. DMC, I, p. 568)

* Angelo Giuseppe Roncalli/Beato Giovanni XXIII, Ed. nazionale dei diari di Giovanni XXIII/ vol. 7, “Pater Amabilis. Agende del Pontefice (1958-1963)”, a cura di Mauro Velati, 2007 Bologna, p. 24.

 

 Discorso del papa 

 
Il Sommo Pontefice celebra la S. Messa
presenti gli alunni dell'Almo Collegio Capranica

(Articolo tratto dall'Osservatore Romano, 22 gennaio 1959)

Domenica 18 gennaio, festività della Cattedra di San Pietro in Roma, il Sommo Pontefice ha celebrato, alle ore 7, la S. Messa nella Cappella Paolina, presenti gli alunni dell'Almo Collegio Capranica, accompagnati dal Rettore, Monsignore Cesare Federici, dal Vice Rettore Mons. Solari, dall'Economo Mons. Federico Federici e dal Direttore Spirituale, Padre Delanoye S.J.

Sua Santità è giunto alla Cappella accompagnato dalle Loro Eccellenze Rev.me i Monsignori Callori di Vignale e Nasalli Rocca di Corneliano, Maggiordomo e Maestro di Camera, i quali hanno ministrato nel Lavabo, dal Cameriere Segreto Partecipante Mons. del Gallo Roccagiovine.

 All'ingresso è stato ricevuto da S.E. Rev.ma Mosignor Pietro Canisio van Lierde, Vescovo tit. di Porfircone, Sacrista di Sua Santità, che Gli ha porto l'acqua benedetta. 

Dopo le preci della Preparazione, l'Augusto Pontefice ha rivestito i sacri paramenti ed ha iniziato la celebrazione della Santa Messa. Era assistito all'altare dal Prefetto delle Cerimonie Apostoliche Sua Ecc. Rev.ma Mons. Dante, e dal primo dei Maestri delle Cerimonie Pontificie, Mons. Calderari. Servivano i Cappellani Segreti Monsignori Solari e Cecchi, il Chierico Segreto Mons. Balzanetti; i Cappellani Comuni e i Religiosi Agostiniani della Sagrestia Pontificia.
            Durante il Sacro Rito la Schola Cantorum del Collegio, sotto la direzione del Maestro Mons. Domenico Bartolucci, ha eseguito, in gregoriano: Tu es Petrus; Oremus pro Pontifice; Sanctus; Agnus Dei; Alma Redemptoris Mater. 

Terminato il Divin Sacrificio, il Santo Padre ha benevolmente rivolto una Sua parola di esortazione e di augurio ai giovani Alunni. 

Sua Santità intendeva di esprimere subito la Sua soddisfazione per aver celebrato la Santa Messa alla presenza dei Superiori ed Alunni dell'Almo Collegio Capranica, nella Cappella Paolina del Palazzo Apostolico, sotto il materno sguardo di Maria. Quell'incontro Gli suggeriva tre pensieri. Anzitutto un insieme di incancellabili ricordi. Quei giovani, insieme con quanti attendono alla loro formazione, Gli sono cari, giacché si tratta di un Seminario che ha tanta storia; inoltre non pochi sono i vincoli di affetto con il Collegio che si sono affermati nella Sua vita. Un Prelato del Capranica, infatti, incoraggiò ed aiutò il giovinetto Roncalli a ben coltivare la sua vocazione ecclesiastica; un Vescovo che proveniva dal Capranica Gli conferì la tonsura e i primi Ordini Minori; la Ordinazione Sacerdotale avvenne nella chiesa di Santa Maria in Montesanto in Roma - un ambiente tutto capranicense - (ivi prestavano sevizio gli alunni del Collegio). Più oltre, il Sacerdote Roncalli ebbe modo di interessarsi alla bellissima e gloriosa storia del Collegio; a quanto compirono i Cardinali Domenico e Angelo Capranica, il primo sopratutto, benché morto a 58 anni, e in tempi non certo lieti, quando non era raro il caso di chi arrivava persino ad infrangere l'unità della Chiesa con immenso danno dei fedeli. 

Più tardi - sempre citando qualche Suo ricordo - il Sacerdote Roncalli venne invitato a predicare degli Esercizi annuali al Collegio, in preparazione alla Solennità Natalizia, e svolse il tema indicato nell'Epistola di San Paolo a Tito: «Apparuit benignitas et humanitas Salvatoris nostri Dei... ». Ebbe allora un'impressione soavissima della vita del Collegio, animata dalla grande saggezza dei Superiori e dal volenteroso impegno degli Alunni.

Infine negli anni più recenti, da un papa che proveniva dal Capranica, Pio XII di v. m., ha avuto la nomina a Cardinale e di lui ha raccolto la successione sulla Cattedra di Pietro. Non resta - concludeva sorridendo Sua Santità - che imbattersi in un Capranicense, quando al Signore piacerà, pronto ad indicare le porte del Paradiso.

Il secondo pensiero voleva riferirsi alla liturgia del giorno: Domenica dopo l'Epifania, festività della Cattedra di S. Pietro a Roma, mentre, fra otto giorni, si commemorerà la Conversione di San Paolo.

Grande è la ventura, anzi la grazia di vivere nell'atmosfera degli Apostoli! A quanti doni della divina Bontà essa conduce! Per memorabile coincidenza nell'Ufficio Divino del giorno - che era quello della Domenica - si parla di San Paolo, delle sue Epistole. Con vero godimento dello spirito il Santo Padre aveva riletto, e non una sola volta, le lezioni di San Giovanni Crisostomo, al secondo Notturno: una presentazione efficacissima delle Lettere di San Paolo. 

Nelle Lettere di San Pietro, con le quali il primo Papa si rivolge in modo speciale ai fedeli del Ponto, della Galazia, della Cappadocia, dell'Asia e della Bitinia, sono stupende direttive ed effusioni di dottrina per la vita cristiana dei primi fedeli. In quelle di San Paolo - sono 14: ma San Giovanni Crisostomo lamentava come, già ai suoi tempi, non tutti conoscessero esattamente il numero delle Lettere dell'Apostolo delle Genti - si è come trasportati alla vita ultraterrena. Quali meraviglie! che fuoco! 

Inoltre, nonostante le differenze di temperamenti, noi tutti sappiamo della piena, profonda, inscindibile unità tra i due Apostoli: anche questo è risultato e segno della potenza della grazia del Signore. Ne consegue, per tutti i Sacerdoti e per coloro che si preparano al Sacerdozio, il dovere di uno studio costante, profondo di così incomparabili scritti: sorgente di ispirazione e di forza, guida sicura per ogni santa attività. 

Terzo pensiero. Siamo - diceva il Santo Padre - all'inizio dell'«Ottavario per l'Unità», cioè del ciclo di speciali preghiere che implorano il ritorno o l'arrivo alla vera fede, alla vera Chiesa, di coloro che ne sono ancora lontani. Il movimento, la provvida iniziativa risale a Leone XIII. Non si tratta di una pia pratica soltanto, non si tratta di uno scapolare di devozione, per quanto apprezzabile. E' un moto ardente dello spirito, del cuore, che cerca di far proprio il sospiro, l'anelito supremo del Divino Maestro, il quale, poche ore prima della sua immolazione suprema per noi, invocata dal Padre suo l'unità di tutte le anime: «ut omnes unum sint, sicut Tu, Pater, in me et ego in te, ut et ipsi in nobis unum sint». Il problema tocca l'anima del Pastore, ne coglie le ansie, l'affanno, perché la salvezza arrida a tutti gli uomini; a quelli che, pur essendo entro la Chiesa, non riescono ad ascoltare la voce di Dio; a quelli che sono separati, ma portano nell'animo e nel costume il segno della Croce, o, nella loro solitudine, cercano il senso della parola di Dio nella Sacra Scrittura; alle moltitudini, che tuttora ignorano la Redenzione.

Occorrono speciali preghiere, speciali sacrifici. Forse, oggi più che mai, la porta per entrare è stretta - come si legge in Matteo -: richiede cioè lo sforzo di volontà e abnegazione. Ma se tutti noi agiremo come il Signore vuole, come Egli stesso anela ed attende, molti saranno coloro che entreranno nel Suo ovile, cioè nella pace del suo Cuore, nella unità del suo insegnamento.

L'Augusto Pontefice, al termine della Esortazione, benediva con paterna bontà tutti i presenti. Quindi faceva ritorno al Suo appartamento. Seguito dai giovani del Collegio, si soffermava nella Sala Regia e ancora conversava affabilmente con gli Alunni e i loro Superiori.

Benedetto XVI

Giovanni Paolo II

Paolo VI
Giovanni XXIII
VISITA           28 GENNAIO 1960
18 GENNAIO 1959
Pio XII
Pio XI
Benedetto XV
Pio X
Pio IX
Pio VII
Alessandro VII
Innocenzo X
Gregorio XV
Paolo V
Clemente VIII
Gregorio XIII
Pio V
Paolo IV
Paolo III
Sisto IV
 

 vai su
vai su