|
MOTU PROPRIO
«NOBILISSIMAM SACRARIUM AEDIUM»
DEL S. PADRE BENEDETTO XV
AGLI ALUNNI CAPRANICENSI AL SERVIZIO DELLA
PATRIARCALE BASILICA LIBERIANA
Domenica, 8 aprile 1917
La Basilica Patriarcale di Santa Maria Maggiore, fondata da
Liberio, restaurata da Sisto III, con grande magnificenza e
adornata con splendidi mosaici che ricordano il dogma della
divina Maternità di Maria, che era stato definito poco tempo
prima nel Concilio di Efeso, fu oggetto di particolare cura da
parte di tutti i successivi Sommi Pontefici, come il più nobile
dei templi dedicati in tutto il mondo cattolico alla Vergine
Madre di Dio. In proposito eccelle la munificenza di Sisto V e
di Paolo V, i quali edificarono nel tempio due splendide e vaste
cappelle, che custodiscono la prima la Culla del Signore, la
seconda una sacrosanta immagine della Gran Madre di Dio. Inoltre
sono degne di menzione le magnifiche opere di Callisto III,
Benedetto XIV e Pio IX, grazie alle quali si è accresciuto
notevolmente il decoro dell’edificio Liberiano. Per quanto si
riferisce poi allo svolgimento del culto divino, affinché esso
fosse all’altezza del prestigio di questo tempio, si è pure
provveduto con larghezza da parte dei Nostri Predecessori sia
per quanto si riferisce allo splendore delle cerimonie, sia per
l’abbondanza dei ministri.
Tuttavia Ci pare che resti qualcosa che si può aggiungere per
accrescere e completare la loro condizione; ed è quanto Noi —
che per la Nostra profonda devozione a Maria Nostra Signora
abbiamo carissima questa sua Basilica — con grande piacere
abbiamo ora deliberato di compiere.
Riflettendo dunque in qual modo i Nostri Predecessori ordinarono
il regolamento delle funzioni sacre nelle Basiliche Patriarcali
dell’Urbe, Ci siamo resi conto che manca alla Basilica Liberiana
ciò che assai opportunamente fu stabilito a favore della
Basilica Lateranense e di quella Vaticana, cioè che oltre al
collegio dei Canonici, al duplice grado dei Beneficiari e ai
vari generi di cappellani e di ministri, a ciascuna
Basilica fosse destinato un sacro Seminario, i cui alunni in
determinati giorni intervenissero nel coro assieme ad altri. Per
questo abbiamo rivolto la Nostra attenzione all’Almo Collegio
Capranicense, che Ci è raccomandato non solo per la sua
particolare antichità, ma anche per il Nostro privato legame:
infatti non dimenticheremo mai il periodo in cui Noi stessi vi
fummo educati, con santa disciplina e con ottimi studi, al
sacerdozio. Si tratta di quel Collegio che è stato fondato dal
Sommo Pontefice Callisto III, il quale, come abbiamo detto,
contribuì non poco alla magnificenza del tempio Liberiano.
Pertanto, su sollecitazione del Nostro Venerabile Fratello il
Cardinale Vincenzo Vannutelli, Vescovo di Ostia e Palestrina,
Decano del Sacro Collegio dei Cardinali e Arciprete della stessa
Basilica Liberiana, nonché dei diletti Figli Canonici e del
Clero della stessa Basilica, sentito il parere del Nostro
diletto Figlio Aristide Rinaldini « Pancrazio », Cardinale
Presbitero di Santa Romana Chiesa e Protettore del Collegio
Capranica, e così pure del diletto Nostro Figlio Gaetano
Bisleti, Cardinale Protodiacono di Sant’Agata alla Suburra,
Prefetto della Sacra Congregazione preposta ai Seminari e alle
Università degli studi, Noi, Motu proprio, nella pienezza della
potestà Apostolica, stabiliamo e decretiamo quanto segue:
I. L’Almo Collegio Capranica sin d’ora sarà addetto alla
Sacrosanta Patriarcale Basilica Liberiana, così che i suoi
alunni intervengano nel Coro nei giorni stabiliti; se
mancheranno coloro ai quali spetta, secondo gli statuti del
Capitolo, servire nelle sacre funzioni, essi stessi serviranno
in loro vece.
II. La terza parte del Collegio Capranica, a turno, andrà nella
Basilica Liberiana per le funzioni solenni nelle singole
domeniche — a meno che coincida con la festa di Sant’Agnese,
patrona celeste del Collegio — e nei giorni festivi di
precetto, tranne che nei periodi delle vacanze estive e nel
periodo autunnale.
III. Un numero maggiore parteciperà alla Messa ed ai Vespri nei
giorni liberi dalla scuola, quando officerà con rito solenne il
Cardinale Arciprete; nel giorno della Dedicazione della Basilica
e in quello dell’Assunzione della Beata Maria Vergine, anche se
queste feste cadono nel periodo delle più lunghe vacanze
scolastiche; e così pure alle cerimonie, alle funzioni e ai riti
della Settimana Santa, e alle altre solennità festive che
saranno stabilite dal Cardinale Arciprete in accordo con il
Cardinale protettore del Collegio.
IV. Sia assegnato agli alunni Capranicensi un locale idoneo
presso la Sagrestia della Basilica, nel quale possano indossare
e deporre gli abiti che usano per il Coro.
V. La Cappella massima del Collegio Capranicense godrà degli
stessi diritti delle chiese che sono chiamate Basiliche «
filiali ». In tutte le cappelle del Collegio si potranno
celebrare le Messe che è consentito celebrare nella Basilica.
Affinché poi non accada che scarseggino gli alunni Capranicensi
da adibire al servizio nella Basilica Liberiana, diamo facoltà
al Cardinale Protettore « pro tempore » del Collegio di
ammettere nel Collegio giovani chierici meritevoli, provenienti
sia da Roma sia da tutta Italia, e di accrescerne il numero fino
a quaranta.
Infine, perché vi sia chi assicuri una paterna vigilanza agli
alunni che sono impegnati durante i servizi divini nella
Basilica, e perché il Collegio Capranicenze possa anche in
questo ambito far rispettare il regolamento convittuale,
vogliamo che il Rettore « pro tempore » del Collegio sia
annoverato fra i Canonici Liberiani con pari dignità, pari grado
e pari diritti degli altri, ma non sia tenuto a frequentare il
Coro se non nei giorni e nelle ore nei quali saranno impegnati i
suoi alunni. Allo stesso tempo non vogliamo che da tale
cooptazione possa derivare qualche svantaggio agli altri
Canonici. Pertanto, previa assegnazione di una congrua somma di
denaro, istituiamo nella Basilica Patriarcale Liberiana un nuovo
canonicato da conferirsi al Rettore « pro tempore »
dell’Almo Collegio Capranicense e da amministrare a cura della
mensa comune del Capitolo presso la Sede Apostolica. Tale
canonicato, dunque, non avrà altro reddito se non quello
derivante dal denaro che ad esso abbiamo destinato: chi lo
otterrà non sarà compreso nelle distribuzioni che, ai presenti
nel Coro, verranno fatte in sua presenza, così come la sua
assenza non determinerà un aumento nella parte che toccherà ai
presenti; ma quanto avrà perduto sul piano pecuniario, così come
accade per gli altri, verrà versato a profitto della sagrestia
Liberiana.
Queste disposizioni che abbiamo qui stabilito e sancito,
comandiamo che restino valide in perpetuo, nonostante
qualsivoglia cosa contraria, ancorché degna di speciale
menzione.
Dato in Roma, presso San Pietro, nel giorno solenne della
Pasqua dell’anno 1917, terzo del Nostro Pontificato.
|