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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
ALLA COMUNITÀ DELL’ALMO COLLEGIO CAPRANICA
Sabato, 09 gennaio 1999
Venerati Fratelli nell'Episcopato e
nel Sacerdozio,
carissimi Alunni dell'Almo Collegio Capranica!
1. È con gioia che vi ricevo quest'oggi,
in occasione della festa della vostra Patrona, la santa vergine e
martire Agnese. Saluto di cuore ciascuno di voi, che provenite da
diverse Nazioni e, in particolare, il Rettore, Monsignor Michele
Pennisi, che ringrazio per le parole rivoltemi a nome non soltanto
vostro, ma anche del Cardinale Camillo Ruini e dei membri della
Commissione speciale che segue il vostro Almo Collegio. Grazie a
tutti di cuore!
Ho molto apprezzato la meta
pedagogica che vi siete prefissi in quest'anno comunitario. Essa, in
linea con la preparazione al Grande Giubileo, si esprime nel tema:
«Carità e missione: come figli dell'unico Padre viviamo la
fraternità nella gratuità del servizio e nell'accoglienza
dell'altro». Si tratta di un itinerario formativo che vi conduce ad
intrattenere con Gesù un dialogo sempre più intenso e profondo per
poter poi testimoniare ai fratelli il suo amore salvifico.
2. All'origine di ogni missione
nella Chiesa c'è una chiamata all'amore. «Guardatolo, lo amò»: è
questa la parola con cui l'evangelista Marco narra dell'incontro di
Gesù con il «giovane che aveva molti beni» (Mc 10, 22). Alle tante
cose che uno può possedere, il Signore propone, in alternativa,
l'unica essenziale: lasciare tutto per amore e seguirlo: «Vieni e
seguimi» (ibid., 10, 21).
La vergine e martire Agnese, alla
proposta fattale da Cristo, ha risposto con totale generosità e con
cuore indiviso: ha reso la sua stessa esistenza «esempio eloquente e
affascinante di una vita totalmente trasfigurata dallo splendore
della verità» (cfr
Veritatis
Splendor, 93), ed è diventata, per questo,
lei stessa capace di illuminare «ogni epoca della storia,
risvegliandone il senso morale» (ibid.). Il suo esempio ha
incoraggiato tanti credenti lungo i secoli a seguirne le orme. Il
vostro Collegio molto opportunamente l'ha scelta come patrona ed
anche voi guardate oggi a lei come a modello da imitare. Accanto
alla sua testimonianza è dinanzi a voi quella di alcuni ex alunni
del vostro Seminario, dei quali è in corso il processo di
beatificazione. Li ha ricordati poc'anzi il vostro Rettore: possa la
loro vita essere per ciascuno di voi stimolo ad una fedeltà
crescente nel seguire quanto il Signore vi domanderà di compiere.
Tutto sia nella vostra esistenza per la sua maggior gloria e per la
salvezza delle anime.
3. Questo nostro incontro avviene
nell'anno dedicato al Padre, mentre ci avviamo ormai a grandi passi
verso il Grande Giubileo del Duemila. Vorrei invitarvi a volgere lo
sguardo verso la Porta Santa, attraverso la quale entreremo
nell'anno giubilare con spirito di intima conversione. Occorre,
infatti, giungere a quell'evento con cuore rinnovato. E tocca ai
sacerdoti, in primo luogo, essere testimoni ed apostoli di un
autentico rinnovamento personale e comunitario. Come non considerare
poi, nella prospettiva della festività di sant'Agnese, l'eventualità
di una fedeltà eroica che giunga, se necessario, sino al martirio?
Vorrei ripetere, quest'oggi, a voi ciò che ho avuto modo di
proclamare a tutta la Chiesa: «Il credente che abbia preso in seria
considerazione la propria vocazione cristiana, per la quale il
martirio è una possibilità annunciata già nella Rivelazione, non può
escludere questa prospettiva dal proprio orizzonte di vita» (Incarnationis
mysterium, 13). Dico queste parole, che
possono sembrare forti ed esigenti, «a voi giovani, che siete
forti», per usare l'espressione con cui vi qualifica l'apostolo
Giovanni (1 Gv 2, 15). Il mondo attende da coloro che il Signore
chiama al suo più stretto servizio dedizione totale e santità di
vita. Sia questa la vostra prima preoccupazione.
Aprite il cuore all'azione dello
Spirito Santo ed affidatevi con fiducia al Padre celeste,
specialmente in quest'anno. Vi guidino Maria, la Vergine fedele,
sant'Agnese e gli altri vostri santi Patroni. Da parte mia, mentre
vi assicuro uno speciale ricordo nella preghiera, imparto a tutti
voi ed alle persone a voi care la mia affettuosa Benedizione.
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