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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
ALLA COMUNITÀ DELL’ALMO COLLEGIO CAPRANICA

 Sabato, 19 gennaio 1991
 

Il mio benvenuto ai Signori cardinali, al Pro-Vicario di Roma, ai Vescovi, al Rettore, ai Superiori ed agli Alunni dell'Almo Collegio Capranica per questa speciale Udienza, che si svolge, come è ormai consuetudine, in prossimità della festa di Sant'Agnese, celeste Patrona dell'Istituto.
Saluto tutti voi, che componete oggi la Comunità Capranicense, e tutti gli ex-Alunni, che in diverse parti del mondo esercitano il loro ministero a servizio della Chiesa e delle anime.
E' sempre stato impegno e vanto della Famiglia Capranicense un forte vincolo di fedeltà alla Chiesa e di sincera dedizione alla sua causa.
La stessa storia del Collegio ne è una chiara testimonianza.
Già fin dagli inizi, con grande sensibilità verso i bisogni della Chiesa del suo tempo, ed ispirato e generoso spirito di carità, il cardinale Domenico Capranica istituì nel suo palazzo per i giovani chiamati al sacerdozio nella Città di Roma, una comunità con il duplice scopo di esercitare l'opportuno discernimento vocazionale e di favorire la preparazione umana, teologica e spirituale dei candidati al mistero sacerdotale. In questo modo il Collegio Capranica anticipò il programma che in seguito il Concilio Tridentino ha prescritto per tutta la Chiesa.
Anche nelle successive ed opportune riforme dei propri Statuti il Collegio Capranica è rimasto fedele al suo compito istituzionale. E' perciò con vero compiacimento che penso al vostro Collegio e alle personalità che in esso si sono formate, mentre vi invito ad accogliere con spirito di servizio tali tradizioni, consapevoli di quando la Chiesa attende ancor oggi da voi.
Con le parole del recente Sinodo dei Vescovi, vi esorto a vivere in questo tempo della vostra formazione al seguito di Cristo, come gli Apostoli. Ricordate sempre che la vostra vita deve configurarsi a quella di Cristo, buon pastore, perchè solo così il ministero sacerdotale nella Chiesa e nel mondo potrà corrispondere alle esigenze del cammino di fede ed all'attuazione del Regno di Dio.
Sappiate comprendere appieno che Cristo richiede da voi il dono totale della vostra vita e l'impegno generoso di tutte le vostre forze per servire il Vangelo e rendere testimonianza della fede in mezzo agli uomini.
Nella luce di tale programma potrete sempre meglio comprendere e valutare l'inestimabile valore degli anni che state vivendo di questo Almo Collegio.
Fortificate il vostro spirito con lo studio nella Teologia, della Parola divina, di tutte le discipline che costituiscono il vostro curriculum accademico. Sappiate guardare i misteri che approfondite nel corso teologico con animo contemplativo, per poter scoprire i segni della volontà divina e gli impulsi della sua grazia. Senza una particolare esperienza di Dio nella fede e senza una profonda spiritualità ogni vostro ministero rischierebbe l'insuccesso. Occorre che il sacerdote sperimenti quella conoscenza amorosa del Cristo, di cui i Santi ci danno mirabile esempio.
Da voi, in quanto ministri consacrati alla missione evangelizzatrice della Chiesa, si richiede una profonda preparazione, una sincera fedeltà al patrimonio della dottrina della fede e un fervido spirito di carità, nel clima della fraternità che vi deve distinguere. Se sarete consapevoli del precetto del Signore "amatevi gli uni gli altri" (cfr. Gv 13, 34) e desiderosi di continuare nel mondo la testimonianza dei primi discepoli che erano "assidui e concordi nella preghiera" (At 1, 14), il vostro apostolato non mancherà di portare tutti quei frutti che la Chiesa si attende.
Vi accompagni la Vergine Santa Madre del Redentore e Regina degli Apostoli. Interceda per voi e per l'intera Famiglia Capranicense la Martire Agnese, modello di fedeltà a Cristo, "quae et aetatem vicit et tyrannum, et titulum castitatis martyrio consecravit" (dal Martiriologio Romano).
In questo momento, in cui il mondo si trova ancora una volta di fronte alla tragedia della guerra, vi invito a pregare intensamente per la pace.
Per questa finalità recitiamo ora insieme la preghiera dell'Angelus.

Benedetto XVI

Giovanni Paolo II

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