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SANTA MESSA ALL'ALMO COLLEGIO CAPRANICA
OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

 Sabato, 20 gennaio 1982
 

Carissimi seminaristi dell’Almo Collegio Capranica!

Avete vivamente desiderato questo incontro eucaristico in occasione della celebrazione, per voi sempre tanto solenne, della festa di sant’Agnese, vostra celeste patrona, a cui si aggiunge quest’anno anche la commemorazione del centenario della nascita di Monsignor Cesare Federici, che fu Rettore del Collegio per ben 34 anni.

Accingendoci a celebrare il santo Sacrificio della Messa, può aiutare la vostra devozione una breve riflessione sulla realtà così importante e significativa del martirio di sant’Agnese, che visse con fedeltà intrepida e con amore totale ed eroico il suo amore a Cristo. La sua esperienza indica chiaramente che l’Altissimo ha su ognuno di noi un suo progetto. È certamente un progetto assai misterioso, che bisogna scoprire con intelligente attenzione, e che talvolta urta le nostre vedute e i nostri disegni; è un progetto che esige impegno, fatica, dedizione e talvolta anche sofferenza e lotta contro le avverse tentazioni e le debolezze della natura. Ma è un progetto superiore, divino, lungimirante e salvifico per noi personalmente e per l’umanità.

È essenziale percepire questo “progetto”, accettarlo e realizzarlo, con fiducia e coraggio, attingendo ogni giorno la forza e la gioia dal sacrificio della santa Messa, che prolunga nel tempo il sacrificio del Calvario, e dalla Comunione Eucaristica, che rinnova nei secoli la soave intimità dell’Ultima Cena. È l’augurio che formulo per voi tutti, ripetendo le parole del Divin Maestro, che tra poco riceveremo in noi: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me ed io in lui” (Gv 6,57); “Rimanete in me ed io in voi... Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto...” (Gv 15,4.5); “Rimanete nel mio amore” (Gv 15,9).

Accogliete anche voi generosamente il progetto di Dio su di voi! Rimanete nel suo amore, cercando di essere e di diventare santi sacerdoti! Nel turbinio delle vicende umane, in cui ognuno è chiamato ad amare i fratelli e a migliorare il mondo, la “santità” è in modo particolare il progetto divino circa la vostra vita.

Anche la commemorazione del centenario dell’indimenticabile Monsignor Cesare Federici e della sua lunga, appassionata e infaticabile consacrazione al proprio dovere di sacerdote e di educatore, è motivo di meditazione, per saperne imitare l’esempio di completa dedizione alla volontà di Dio.

Carissimi! Offriamo ora al Padre la Vittima Divina, Gesù Cristo, nell’amore dello Spirito Santo. Egli vi dia luce e coraggio per dire: “Eccomi, o Signore! Sono pronto: manda me!”. Vi sostenga Maria santissima! Interceda per voi la martire sant’Agnese!

 

Benedetto XVI

Giovanni Paolo II

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