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VISITA DEL PAPA GIOVANNI XXIII
ALL’ALMO COLLEGIO CAPRANICA E DISCORSO
ALLA COMUNITà
CAPRANICENSE
Giovedì, 28 gennaio 1960
galleria
fotografica
Dall'agenda-diario
del papa*
29 gennaio, venerdì
Ieri sera
per la prima volta dopo quasi un secolo, il Papa si recò a
piedi per le vie di Roma. Seminario, Panteon e Piazza
Capranica. Stupore e compiacimento generale. Volli compiere
questo gesto in atto di omaggio al Collegio Capranica che mi
ricorda sempre il mio gran benefattore mg. Gio. Morlani1
che vi fu alunno. Fù un episodio di significato edificante e
lieto per l’armonia fra i due istituti Ecclesiastici di
formazione del Clero Romano – Seminario Maggiore e Capranica.
Stasera
29 corr. Tornai a S.Ignazio occupata da un turbine devoto ed
osannante di Suore di ogni famiglia religiosa. Anche per loro
lessi un discorso fervoroso a cui aveva dato penna e cuore lo
stesso mgr. mio Segretario.
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1
Giovanni Morlani (1870-1939), canonico e priore di S. Maria
Maggiore in Bergamo, si era impegnato, a partire dal 1896-1897,
a pagare una parte delle spese per gli studi di Angelo Giuseppe
Roncalli. Apparteneva alla famiglia dei Morlani proprietari dei
fondi coltivati dalla famiglia Roncalli.
*
Angelo Giuseppe Roncalli/Beato Giovanni XXIII, Ed.
nazionale dei diari di Giovanni XXIII/ vol. 7, “Pater
Amabilis. Agende del Pontefice (1958-1963)”, a cura di
Mauro Velati, 2007 Bologna, p. 87.
La Visita e il Discorso del papa
"…Vorremmo piuttosto dirvi la letizia profonda dell’anima di essere
qui, dove tanti ricordi di tempi ormai lontani si ridestano in Noi.
E l’esserci venuti a piedi, passando prima dalla chiesa di S.
Ignazio, anziché con quella solennità, vuole accentuare l’intima
familiarità di questo incontro.
Avevamo undici anni quando leggemmo il nome
di questo Collegio nel ricordino della prima Messa di un antico
vostro alunno (naturalmente alla Nostra mente di fanciullo il titolo
di “Almo” e il nome di “Capranica” fecero una certa impressione), ma
vogliamo piuttosto ricordare che questo alunno di grande cuore e di
grande bontà, - il Canonico Giovanni Morlani - è stato
il Nostro benefattore, perché grazie al suo aiuto siamo potuti
entrare in seminario, mentre la Nostra Famiglia non era in grado di
sostenere le relative spese.
In seguito dalle pagine del Pastor,
abbiamo appreso le grandi linee della figura del Cardinale Domenico
e di suo fratello il Cardinale Angelo Capranica, e quando per la
prima volta visitammo, nel 1900, la Chiesa della Minerva, dopo
esserCi trattenuti con grande riverenza davanti all’Altare Maggiore
passammo alla Cappella del SS.mo Sacramento, vicino a Gesù trovammo
il ricordo del Cardinale Domenico Capranica.
E, in seguito, chiamati a
lavorare a Roma, un amico carissimo, don Giulio Belvederi, Ci invitò
a tenere in Collegio il ritiro del Santo Natale: ricordiamo che le
meditazioni cominciavano con le parole di San Paolo, “apparuit
gratia Dei, Salvatoris nostri…” e se qualcuno conserva gli appunti
potrà verificarlo.
Vedete, dunque, quanti
ricordi affettuosi e legami di gratitudine giungiamo. Ne avete già
ascoltate a Sant’Ignazio*, e altre abbiamo rivolte alle assemblee
sinodali del Clero Romano.
Qualche pseudo veggente Ci
avrebbe predetto anche giorni amari. Non ci angustiamo certo per
questo pronostico, e se giorni amari dovessero venirCi dal Signore,
li accetteremo con serenità e coraggio.
Martedì era la festa di San
Policarpo, Vescovo di Smirne, del quale, durante il nostro soggiorno
in Oriente, Ci capitava di leggere le lettere a quelle piccole
comunità cristiane: poi è venuta la festa di S. Giovanni Crisostomo.
Quali robuste figure a Nostra
guida e a Nostro conforto!
Sappiamo trarne gli insegnamenti migliori, per procedere innanzi
sempre sereni e fiduciosi nelle vie del Signore".
*
Lo
stesso giorno nella Chiesa di Sant'Ignazio aveva incontrato gli
alunni dei Seminari e dei Collegi Ecclesiastici dell'Urbe (Cfr. OR,
30 gennaio 1960). |